Autore:fra235
Titolo: Oregon
Rating: K+ / T
Categoria: Romantico
Avvertimenti: Qualche parola un po' forte, ma nessun termine che non abbiate usato voi per prime in alcune occasioni.
Personaggi/coppia: Hotch/Prentiss
Spoilers: No spoiler
AN:
Disclaimer:Criminal Minds non
mi appartiene, (ma ne potremmo discutere) i personaggi sono di Jeff Davis e non ci guadagno nulla. (solo i vostri commenti)
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CAPITOLO 1
PUNTO DI VISTA DI EMILY
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Il giorno volge al termine in questo paese di campagna sperduto tra i grandi boschi dell’Oregon, al confine col Canada.
È circa un mese che battiamo questa zona, in auto… correndo tra un paese ed un altro.
Piccole comunità, piccoli paesi di taglia legna che si sono creati verso la metà del secolo scorso.
Gente che vive alla giornata, senza fare grandi progetti.
Gente a cui basta davvero poco per stare bene.
Una casa, un lavoro e dei figli.
Quei figli che qualcuno sta rapendo ed uccidendo.
Un caso interfederale, in collaborazione con la polizia canadese, poiché gli omicidi sono stati compiuti da entrambi i lati del confine.
Un grande confine che corre dall’Atlantico al Pacifico, 6500 km del confine più violato al mondo. Più ancora delle coste sud-europee, più ancora del confine Messico-Usa.
Ma dell’SI, ancora nulla!
Sappiamo che si tratta di un uomo bianco, tra i 20 e i 30 anni. Un uomo che ha sempre vissuto in questi boschi, che quindi conosce la zona molto bene, e sarebbe in grado di sopravvivere anni senza per forza doversi avvicinare ad una città.
Sono due settimane che il SI non uccide più, dopo un’escalation di violenza che lo aveva portato a rapire tre bambine in due giorni.
I corpi delle prime due, sono stati immediatamente ritrovati, mentre la terza è libera solo grazie alla prontezza di Rossi, il quale si è preso una pallottola nel braccio, ma è riuscito a mettere in fuga il rapitore/stupratore/assassino, salvando la vita alla bambina, la quale ha rimediato un braccio rotto e un gran spavento.
C’è stato un conflitto a fuoco, ed abbiamo trovato tracce di sangue. Il SI è stato colpito, Morgan lo ha colpito, ma non abbattuto. Quindi, dopo due settimane d’inattività… la squadra domani fa le valige e torna a DC, è molto probabile che la ferita inflitta da Morgan, sia stata letale.
Nel frattempo, Rossi è stato dimesso dall’ospedale dove gli hanno estratto la pallottola, e sta passando il periodo di convalescenza a Rock Creek.
Il team cena insieme, come di solito accade quando siamo in trasferta, prima di concedersi una serata rilassante all’unico bar del paese che ci ospita.
L’aria dei cittadini non è rilassata dentro il bar, sono in molti a non essere contenti del fatto che l’ FBI vada via senza aver arrestato il cattivo, si sentono traditi, abbandonati.
Dopo una birra veloce, Derek e Reid si avviano verso la locanda, con JJ che li segue parlando al cellulare.
Hotch, si è fermato a parlare con lo sceriffo, mentre io seguo un po’ da lontano il team. È una serata molto fredda, ma fino a prova contraria siamo a metà febbraio, è giusto che il tempo sia rigido.
Salgo direttamente in camera, ignorando Derek e Reid che m’ invitavano a fermarmi per il bicchiere della staffa con loro nella hall della locanda.
Sorrido silenziosamente, quando entro in camera e sento JJ, con cui divido la stanza, che parla piano al telefono.
Quasi a non farsi sentire…
Quasi a non voler far sapere che il suo amore è lontano e non riesce a trattenere la sua gioia, dato che domani si rientra a DC, e dopodomani è San Valentino.
Con la scusa di fumare una sigaretta, esco sul balconcino, ma è principalmente per permettere alla mia coinquilina-amica di avere un po’ di privacy
Mi perdo nei miei pensieri, quando sento arrivare un’auto.
La vista è coperta dagli alberi del giardino dell’hotel, ma sento distintamente la voce di Hotch mentre scende e saluta lo sceriffo che lo ha riaccompagnato.
È già sul vialetto d’ingresso, e posso vedere la sagoma di Hotch oltre gli alberi, quando lei lo raggiunge di corsa chiamandolo “Aaron!!!”
Stavo rientrando in camera, ma istintivamente mi fermo a guardare la scena.
La donna, una bionda sulla quarantina, alta e longilinea, lo raggiunge, dice qualcosa di bisbigliato prima di passare le braccia intorno al collo di Hotch e di attirarlo a se in un sensuale bacio.
Sono sotto shock, allibita da ciò che ho appena visto
Con un monito di rabbia, mentre due piani sotto i due si baciano, entro come una furia in camera, ignorando del tutto JJ che mi stava venendo incontro con due Beck’s in mano, e mi vado a chiudere in bagno.
JJ, è attonita, incredula…
Mi chiudo in bagno, sbattendo letteralmente la porta!
Apro l’acqua della vasca, e la riempio…
Un po’ perché un bagno credo che mi aiuterà a stare meglio, un po’ perché lo scroscio dell’acqua, non farà sentire a JJ che sto piangendo.
Mi rannicchio, avvolta dall’accappatoio e guardo attonita l’acqua riempire la vasca.
Vedo, rivedo più e più volte quella scena…
Le braccia dello sceriffo che cingono il collo di Aaron e che lo traggono a lei.
Le sue labbra sulle labbra di Aaron…
In un momento di estrema obbiettività, mi ricordo che non devo essere gelosa di Hocth, in realtà, noi non stiamo insieme…
Un bacio…
C’è stato solo un bacio rubato…
Una mattina all’alba…
Una fredda mattina di gennaio…
Abbiamo accompagnato Rossi all’eliporto, per essere imbarcato su un elicottero che lo avrebbe portato all’ospedale, per l’intervento di asportazione della pallottola.
Con una scusa, ho allontanato Hotch da Rossi e JJ, per dare loro qualche istante di privacy, ma lui ha insistito, e li ha visti baciarsi…
Ci è rimasto male…
Talmente male che l’ho portato in caffetteria, e abbiamo parlato…
Abbiamo attraversato il piccolo parco che ci divideva dall’eliporto, e mentre in lontananza vedevamo ancora Rossi baciare JJ,
Hocth, si è girato verso di me…
“un po’ li invidio!” mi ha detto.
Ed è stata una gelida mattina di gennaio testimone del nostro bacio, gli ho appoggiato le mani sul viso, e gli ho lasciato un fugace bacio sulle labbra.
Un bacio che ha scatenato in me una bufera…
Ma…
Non posso pretendere nulla…
Non posso pretendere che Aaron mi sia fedele, se in realtà non c’è nulla a cui essere fedele, dato che non siamo una coppia, e il nostro è stato un bacio rubato…
Ma la carogna cresce in me…
Scalpita…
Si agita…
È come una scimmia in gabbia…
Non resisto…
Sento che qualcuno bussa alla porta della nostra stanza.
JJ parla sottovoce…
“Emily!!! Hotch ti vorrebbe parlare…”
“digli di andare a parlare con lo sceriffo, sicuramente hanno un sacco di cose da dirsi” rispondo gridando, imbufalita.
Quasi sputando la mia sentenza.
E uno scatto d’ira mi pervade.
Afferro la confezione dello shampoo e la scaravento contro la porta!!!
Sento del trambusto all’esterno della porta del bagno…
La maniglia che si piega…
E poi JJ alzare la voce!
“AARON!!!! Adesso basta! Non so cosa sia accaduto tra di voi, non so il perché lei sia così arrabbiata! Ma non è questo il momento di parlare con lei! È furiosa!!!!
Lascia che si calmi, e poi parlerete!”
La mia amica ha preso le mie difese, sento chiudere la porta della stanza e poi il silenzio
…
CAPITOLO 2
PUNTO DI VISTA DI HOTCH
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Ho sempre amato i posti tranquilli.
Vivere al confine col bosco, ai piedi delle montagne, magari in un cottage che si affaccia su un laghetto di montagna.
Quei laghetti dove l’azzurro del cielo si rispecchia nelle gelide acque, regalando dei quadri fantastici.
Quei paesi dove le comunità sono piccole, la gente si conosce tra di loro e i bambini possono giocare tranquilli in strada, poiché il tasso di criminalità è molto basso.
Bhè…
Solitamente è basso…
Un Soggetto Ignoto che rapisce, violenta ed uccide i bambini di queste piccole comunità è letteralmente un incubo per gl’investigatori, poiché sono piccole comunità dove le vittime sono strettamente imparentate con i loro aggressori.
Dove “l’uomo nero” può essere il vicino di casa, il maestro di scuola o addirittura vivere sotto lo stesso tetto delle vittime.
Per queste motivazioni, la popolazione non pone molta attenzione a chi è seduto affianco, a chi dà indicazioni apparentemente irrilevanti, poiché sono tutte persone che si conoscono ed istintivamente hanno fiducia tra di loro.
Il vero trauma, è per la comunità stessa…
Il mostro, è uno di loro.
Due settime fa, Dave è stato colpito da un proiettile ad un braccio mentre salvava l’ultima delle vittime del SI. La bambina sta bene, Dave è in ospedale ma si riprenderà, Morgan ha colpito l’SI, ma non lo ha abbattuto.
Da due settimane, non ci sono rapimenti, non ci sono state uccisioni e violenze su i bambini.
Ci sono altissime probabilità che Derek abbia ferito a morte il sospettato.
Il nostro lavoro in Oregon è terminato.
Mi ritrovo nell’ufficio dello sceriffo dopo la cena consumata col team, a rifinire e decidere gli ultimi dettagli prima del nostro rientro a DC.
Il resto del team ha deciso di prendersi una birra al pub del paese prima di tornare nelle rispettive stanze per concedersi una notte di sonno.
Avrei voluto andare col team, e riuscire a ricreare qualche secondo di tranquillità con Prentiss. Ho bisogno di parlarle.
Ma il dovere mi chiama, e mentre loro si dirigono al bar, io torno alla stazione di polizia dallo sceriffo.
Sono esausto, quando lo sceriffo si offre di accompagnarmi all’hotel, e pur di risparmiare qualche minuto, accetto. Voglio andare a bussare alla porta di Emily, le devo parlare prima del rientro a DC.
Affretto il mio passo sul vialetto d’ingresso alla hall dell’hotel, quando lo sceriffo mi chiama, mi ferma, mi dice che lavorare con me è stato fantastico, che lei è stata bene, e prima che me ne renda conto trovo questa piacente donna adagiata su di me, e prima che il mio cervello possa processare gli eventi, le sue labbra s’incollano alle mie. Istintivamente l’afferro per le spalle e l’allontano.
“mi dispiace” dico ancora col fiato corto dalla sorpresa “sono impegnato”.
La donna arrossisce, si giustifica spiegando che pensava fossi vedovo, poiché aveva sentito parlare due dei miei colleghi, che ipotizzavano la mia vita monacale dopo la morte di mia moglie.
Sorrido, e spiego allo sceriffo che non sempre i miei colleghi sono al corrente di tutto ciò che mi riguarda.
La saluto nuovamente e mi precipito alla porta della stanza di JJ.
Sono certo che, siccome le donne parlano tra di loro, come Emily era a conoscenza che JJ e Dave si stanno frequentando, sicuramente Em ha detto a JJ del bacio nel giardino vicino all’eliporto. Non mi faccio problemi e quando JJ apre la porta le dico di chiamarti, che ho bisogno di parlarti.
“Mi dispiace Hotch, non vuole parlarti né vederti. Ascolta, non è normale per Emily comportarsi così con il suo capo, quindi credo che tu l’abbia ferita sul personale, mi ha detto di dirti…”
“L’ho sentita! Devo parlarle, non può mettermi da parte così. Lei non sa cos’è successo 5 minuti fa! ” dico a JJ, forzando la sua linea di difesa e raggirandola facilmente.
Ma non per nulla, la mia squadra è una delle migliori, la minuta agente bionda, afferra il mio braccio che sta tirando insistentemente la maniglia del bagno, e con fare autoritario, m’invita a lasciare la stanza.
Abbasso la testa, e con la confusione nel cervello mi allontano.
CAPITOLO 3
PUNTO DI VISTA DI EMILY
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Siamo imbarcati da un paio di ore sul jet che ci riporta a DC.
Sento il tuo sguardo su di me
Stai facendo finta di dormire, ma sento che mi guardi, mi osservi…
E poi sospiri!
Perché sospiri?
Cosa vuoi da me?
Mi pare di capire, che quel bacio non ha significato nulla per te!
Come spero che non abbia significato nulla il bacio che hai dato allo sceriffo
Ma chi credo di prendere in giro?
L’immagine di loro due che si baciano, mi ha perseguitato tutta la notte, e ancora adesso mi si ripresenta.
Cerco di concentrarmi su tutt’altro, e ruoto il viso verso il finestrino per ammirare il panorama, mentre lentamente il sonno si fa strada in me, portandomi di nuovo, in un sonno leggero, agitato e poco ristoratore.
“stiamo atterrando” mi desta con una carezza JJ
È elettrizzata, eccitata! Appena atterrati, si recherà immediatamente a Rock Creek da David, per il loro primo S.Valentino insieme.
Le si legge la felicità negli occhi, le si legge l’entusiasmo sul viso.
Sorrido leggermente.
“Cos’è accaduto?” mi domanda sottovoce
“JJ… per favore! Non ti chiedo di stare fuori da sta storia
Solo che devo ancora fare chiarezza nella mia testa, capire cosa voglio, come lo voglio…”
“C’è stato qualcosa tra te e Hotch in questo viaggio in Oregon, è evidente! Anche Reid ha notato che qualcosa tra di voi è strano” mi risponde
“ieri sera, ho visto Hotch che baciava lo sceriffo…” dico, lasciando volutamente in sospeso il discorso, quasi a dire che è stato l’elemento scatenante.
“e… quindi?” mi domanda JJ con un mezzo sorriso, come chi fa la domanda, conoscendo molto bene la risposta.
“E quindi, mi ha dato fastidio! Non c’è nulla tra me ed Aaron, non c’è stato nulla in passato… Quindi in parte non capisco perché mi abbia dato fastidio. E sicuramente la mia reazione è stata esagerata” dico tutto d’un fiato
Ma JJ, vede lungo.
“Già, capisco! Tra te ed AARON non c’è nulla. Perché essere gelosi? Credo che puoi dare la colpa alla sindrome pre-mestruale ci hanno costruito e vinto dei processi di omicidio… AARON capirà!” mi dice la mia amica, alzandosi dal sedile dopo l’atterraggio e dileguandosi in direzione delle auto.
Morgan accompagna JJ al SUV, e la porta subito a Quantico dove recupera la sua auto e va verso Rock Creek per passare il WE, restiamo io, Reid ed Aaron sull’altro SUV.
L’aria è davvero pesante all’interno dell’auto. voglio sedermi su i sedili dietro, ma quando arrivo, Reid è già sistemato.
Il viaggio si svolge in assoluto silenzio, anche la radio è staccata.
Sono del tutto a disagio.
È stato il viaggio più lungo che ricordi.
Nel parcheggio del BAU, voglio solo afferrare la mia borsa ed allontanarmi il più possibile.
“Prentiss!” mi chiama
Ruoto gli occhi in segno di stizza, mentre Reid mi guarda quasi impaurito.
“Come già detto al resto del Team, lunedì e martedì, sono giorni liberi. Appuntamento in ufficio, mercoledì alle 9”
Mi dice con tono ordinario
<<Normale>>
“Va bene Capo!” rispondo stizzita e mi giro allontanandomi.
“Prentiss!!!” mi chiama di nuovo
Un mugugno di spazientimento mi esce automatico.
“Devi solo mandarmi via mail il tuo rapporto entro lunedì, così lo faccio avere alla Strauss” mi dice ancora.
“Va bene Capo!” rispondo ancora più stizzita e mi allontano velocemente, prima che mi fermi ancora.
CAPITOLO 4
PUNTO DI VISTA DI HOTCH
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Avrei voluto chiamarla una terza volta
Stavolta non parlarle di lavoro, ma Reid era lì con noi
Ha osservato tutta la scena prima di andare via, seguendo Emily.
Non credo abbia capito cosa turba me e Prentiss, ma di sicuro ha recepito che qualcosa non è del tutto “normale” tra di noi.
Rimango come un cretino a guardare che Emily salga in auto, e si allontani.
È arrabbiata, mi odia, e io non so da che parte incominciare per farle capire che è lei la persona che voglio.
Farle capire che lo sceriffo mi ha preso alla sprovvista, e che se avesse aspettato mezzo minuto, avrebbe visto che allontanavo lo sceriffo, poiché nella mia testa, c’è lei.
Le sue mani fredde che cingono il mio viso, distogliendo lo sguardo da JJ e Dave e obbligandomi a guardarla in viso.
Quella pelle stupendamente diafana, appena appena arrossata sulle guance dal freddo, quel fantastico nasino che chiede solo di essere stuzzicato, quegli occhi profondamente scuri, emotivi… dicono tutto quegli occhi, ti dicono se lei è felice o triste, se è entusiasta o preoccupata… o arrabbiata… o delusa…
Nel freddo di quella mattina, mi sono soffermato su quelle perfette labbra da baciare. Lineari, piene, perfettamente ricoperte da un velo di rossetto. Quelle labbra che si sono avvicinate alle mie e delicatamente hanno riacceso in me sensazioni che non provavo da anni, reazioni che sognavo di provare ma che non avevo mai avuto il coraggio di approfondire. Non le ho spinte via quelle fantastiche labbra, le ho prese, le ho possedute, le ho fatte mie.
E ancora adesso, dopo settimane in cui non abbiamo potuto avvicinarci, baciarci, toccarci… sogno quelle fantastiche labbra sulle mie, poiché solo quelle labbra, solo quegli occhi, solo quella donna su questa terra è ciò che cerco.
Sembro un merluzzo sotto sale, fermo nel mezzo del parcheggio del BAU, con la giacca aperta e la go-bag in mano, mentre la guardo allontanarsi.
Scaravento la borsa in auto, accendo il motore e vado a casa dal mio bambino, mia altra ragione di vita.
CAPITOLO 5
PUNTO DI VISTA DI EMILY
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Sono davvero arrabbiata.
Rientrata a casa, me ne voglio andare a dormire.
Domani, andrò a fare spese con JJ, e vorrà avere particolari su cosa è accaduto, e onestamente non so neanche da dove iniziare…
Afferro un barattolo di Haagen daz e mi vado a sedere sul divano. Mi aspetta una maratona di Grey’s Anatomy e gelato.
L’indomani, arriva velocemente e alle due del pomeriggio JJ è fresca fresca alla mia porta.
Sono ancora assonnata ed in pigiama, quindi la invito ad entrare.
È raggiante JJ, deduco subito che Dave stia meglio…
Mentre mi faccio la doccia, la mia amica mi aspetta in camera, raccontandomi fin nei più piccoli particolari la giornata di ieri con Dave
La guardo e sorrido.
Non aspetta molto, JJ, a tirare fuori l’argomento <<Hotch>>
“Che è successo Emily?
Non è da te reagire in questo modo” mi dice senza mezze parole.
La osservo mentre si alza dal letto e mi precede in cucina a fare un caffè.
Sono quasi le tre del pomeriggio e il non avere ancora assunto caffeina, inizia a pesare.
Beviamo il caffè, e sono convinta di aver eluso le domande di JJ.
Infatti la giornata passa tranquilla, compriamo un taglia sigari per Dave,e un completino intimo per JJ.
Decidiamo di concederci un “Real Aperitivo” in un ristorante italiano, e optiamo per il Carpano -Punt e Mes- Americano (Un punto di dolce e mezzo di amaro) giusto da indurci a parlare.
L’alcool mi rilassa e quando JJ (vecchia saggia!!!) torna alla carica sull’argomento Hotch… saranno i volumi alcolici, sarà che gli stuzzichini sono pochi e scarsi (non come il vero aperitivo italiano, che ci puoi cenare con gli stuzzichini), ma mi sento quasi sollevata di poterne parlare con lei.
Dopo un sorriso stirato e storto inizio dall’inizio…
Racconto a JJ di quella mattina all’eliporto, di come le labbra di Aaron non sono scappate al bacio, benché fugace…
E l’alcool aiuta a far uscire quei lati nascosti, quelle sensazioni che solitamente si provano, ma che non riconosciamo, se non per una frazione di secondo.
L’avvicinare il viso a quello di lui, osservando la reazione attraverso la fessura delle palpebre ormai socchiuse;
il respirare il dopobarba, che abbiamo assaporato milioni di volte, ma mai da quel “punto di vista”.
Sondare la morbidezza delle sue labbra, in contrasto con la sorpresa che ci si legge sopra.
Percepire il contrasto del nostro corpo che si avvicina al suo, ancora immobile, e poi sentire le sue mani callose sulla schiena
Sì…
<<Sentire>>
Poiché, possiamo avere un milione di vestiti addosso, avere addirittura lo scafandro…
Ma quella sensazione delle mani che sfiorano la nostra schiena è reale…
Profonda…
Talmente tangibile da sentire le curve dei polpastrelli
Talmente tangibile da far perdere un battito al cuore
Talmente reale, da doverci concentrare, per poter riprendere a respirare…
E quei secondi…
Quegli infiniti secondi che passano dopo un bacio rubato…
Quel guardarsi negli occhi da una distanza irrisoria, e cercare un segno
Un indizio per capire se tutto ciò che abbiamo provato noi, lo ha provato anche lui…
Ho ancora i brividi a parlarne a distanza di giorni
Sento ancora il suo respiro sul mio viso
Vedo ancora la sorpresa nel grigio dei suoi occhi
Per poi udire in lontananza le pale dell’elicottero che aumentano di potenza…
E sentirmi dire, con un filo di voce… con una voce che non sembra neanche la mia…
“Dobbiamo andare…”
E poi, la rabbia che mi sale, quando racconto a JJ di due sere fa…
Quando ero sul balcone della stanza d’hotel…
Vedere quella donna che lo avvicina, lo chiama per nome
E come avevo fatto io qualche settimana prima, accosta le sue labbra a quelle di Aaron.
Racconto a JJ come la rabbia sia nata, cresciuta, esplosa in modo quasi incontrollato.
JJ m’interrompe, mi chiede se dopo il bacio all’eliporto ci sono stati altri “contatti” con Hotch..
“la sera stessa, abbiamo parlato nel giardino dell’hotel, e ci siamo detti che avremmo parlato in modo lucido ed ordinato a caso finito” dico quasi come se quella frase fosse una sconfitta…
JJ si mette a ridere
Guardo incredula la mia amica
Come può prendermi in giro così?
Mi sento offesa e tradita dalla sua risata, ci rimango male…
“perché ridi?” domando stizzita
“rido, perché sei innamorata, e non riesci a confessarlo neanche a te stessa. Ti ostini a rivivere il bacio con Aaron nella tua testa, mentre l’altro emisfero del cervello ti dice che è “poco” per sentirsi gelosa.
Rido, perché se solo avessi aspettato 30 secondi prima di arrabbiarti…”
Lascia in sospeso il discorso.
“JJ, sai qualcosa che io non so?” domando incuriosita
“Emily… non partire dal presupposto che vali poco! Non credere di valere così poco; che la gente non sa che esisti, e che si dimentica di te facilmente. È difficile dimenticarsi di te… praticamente impossibile. Che sia un incontro tra amici, una chiacchierata professionale o un bacio rubato..
Tu hai il potere di lasciare il segno.
Anche se non sei al centro dell’attenzione
Anche se non ti lanci da un ponte per salvare qualcuno…
Tu hai il potere di lasciare il segno.
Nel bene e nel male…
Amica mia…” mi dice ancora la mia amica facendo gesto al bel cameriere italiano che ci scrutava dal bancone.
“un altro giro!” sentenzia.
E sono 3…
L’aperitivo si conclude, quando Rossi chiama JJ sul cellulare, per chiedergli se andava a passare la notte a Rock Creek.
Ci rendiamo conto di non essere in grado di guidare…
Dave, ci comunica che sta mandando qualcuno a prenderci…
Ridiamo come due sceme, e mentre aspettiamo l’autista… senza davvero preoccuparci di chi potesse essere il nostro autista… accettiamo un giro offerto da due turisti francesi.
Ormai… siamo completamente ubriache quando Hocth entra nel locale.
Il viaggio verso la baita di Dave a Rock Creek Park è di circa mezz’ora.
Mi devo essere addormentata, perché mi sveglio quando l’auto si ferma davanti alla baita. Cerco di scendere, quando Hotch mi dice di stare in auto, che io e lui saremo tornati a DC in pochi minuti.
“io da sola con te in auto non ci sto! Bastardo! Mi hai baciato e poi hai baciato lo sceriffo! Sei un bastardo” vedo Hocth che sorregge JJ e mi dice di aspettare
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CAPITOLO 6
PUNTO DI VISTA DI HOTCH
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Racconto a Dave, cos’è accaduto in Oregon, stuzzicando il mio amico sul fatto che non mi ha raccontato di avere una storia con JJ.
“non è una storia, Aaron! È qualcosa di diverso! Sono innamorato! Mi sono innamorato di quella piccola ragazza e del suo fantastico figlio. È incredibile, come il tempo passato con JJ sia sempre troppo poco, come gli sguardi siano intensi e profondi, come il solo pensiero di vederla faccia saltare un battito al mio cuore, di come il suo profumo giunga direttamente al cervello di come una semplice carezza sia il gesto più eloquente del mondo!” mi dice tutto d’un fiato il mio amico.
“Avevo mai provato questo prima? Non lo so Aaron! Sono stato sposato 3 volte, in periodi diversi della mia vita. Ed ognuno dei matrimoni è stato a suo modo importante, profondo ed unico. Per diversi motivi i tre matrimoni sono finiti…
Per la nostra giovane età il primo, per la sua infedeltà il secondo e per la mia infedeltà il terzo…
Perché questo rapporto è diverso?
Perché non ho mai sentito il bisogno di anticipare i desideri della mia partner, non ho mai avuto la pelle d’oca in attesa che lei compaia sulla porta del mio appartamento, non ho mai sentito la necessità di evadere da tutto e da tutti, ma CON lei.
Mi devo dimettere? Sei qui per farmi notare che ci sono delle regole di fraternizzazione secondo cui, dovrei avere cura di JJ solo come collega e non come compagna di vita?
È questo che mi sei venuto a dire?
Domani avrai il mio badge…”
Mi dice tutto d’un fiato il mio amico. Con il fiato corto e la voce eccitata quando parla di JJ…
“sono qui per parlarti di altro….
Ho baciato Emily!”
Il mio amico mi guarda con aria interrogativa, mentre afferra il bicchiere di thè freddo e si accomoda meglio sulla poltrona.
“vai avanti…” m’invita!
“o lei ha baciato me… ma questo non cambia! Quella mattina che ti abbiamo portato all’eliporto! E poi non ci siamo più detti nulla…”
Lascio in sospeso la frase in attesa che il mio amico capisca, mi aiuti!
“Aaron… che pensi tu adesso? Che vuoi fare?” mi domanda.
“Vorrei provare di nuovo l’emozione di stringerla tra le braccia, di baciarla profondamente… ma…”
“Ma… ????” m’invita a continuare il mio amico.
“lo sceriffo ci ha provato con me in Oregon, ed Emily l’ha vista che mi baciava, ma non ha visto che io l’allontanavo e adesso Emily mi evita! Io vorrei…” il silenzio cade tra di noi e per qualche minuto il solo suono udibile è lo crepitio della legna nel vecchio caminetto.
Dave, estrae il cellulare e chiama JJ per sapere dove si trovava, ben sapendo che la ragazza era insieme ad Emily.
Mentre mi verso una soda nella cucina della baita a Rock Creek, sento Dave che mi chiama ridendo come un pazzo.
Mi avvicino e ridendo quasi alle lacrime mi chiede se ho voglia di guidare fino a DC a recuperare JJ ed Emily, che hanno ecceduto con gli aperitivi alcolici e adesso non sono in grado di guidare.
Sto avviandomi all’auto, quando il mio amico mi ferma sull’uscio.
“dille cosa provi, non lasciare cadere questa cosa… è la tua occasione!”
*
Entro nel locale, e mi dirigo al tavolo
“WoW! The Unit Chief! “ dice Emily strascicando le parole, l’alcool ha evidentemente fatto il suo effetto nel cervello di Em.
“Con che diritto prima baci lo sceriffo e adesso ti presenti qui? Vattene Aaron!” aggiunge, mentre JJ mi abbraccia e mi sussurra all’orecchio di non demordere
“… domani tornerà sobria!”
Pago il conto al bar, e tra un insulto ed un altro, carico le ragazze in auto.
JJ si addormenta immediatamente sul sedile posteriore, mentre Em impreca al mio fianco sul sedile del passeggero, fino ad assopirsi.
Giunti a Rock Creek, dico a Dave che io riporto Em a DC e la metto a letto.
Dopo una nuova dose d’insulti, Emily si addormenta pesantemente sul sedile, il suo russare è simile a quello di un marinaio, ma sorrido mentre la guardo assopita nel suo letto profumato di bucato.
Le copie delle chiavi di sicurezza, una volta tanto sono servite.
Sistemo Em nel letto mettendole il pigiama, le preparo un bicchierone di acqua sul comodino e tiro le tende prima di buttarmi a dormire qualche ora sul divano del salotto.
CAPITOLO 7
PUNTO DI VISTA DI EMILY
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Sento il telefonino, posto sul mio comodino che vibra e suona…
In realtà capisco solo dopo che è il cellulare, inizialmente mi sembra l’intera orchestra sinfonica di Londra, che suona accompagnata dai martelli pneumatici di tutta DC.
Prima che raggiungo il cellulare, lui ha finito di suonare.
Mi distendo sul letto, ma forse troppo velocemente e mi sembra che i poli terresti si siano invertiti, e il tutto inizia a girare come in su un ottovolante fuori controllo.
Il mio stomaco si lamenta, un misto tra fame e nausea, ma niente al mondo mi farebbe sollevare dal letto in questo momento, fortunatamente, le tende sono tirate e il sole invernale non fa breccia indisturbato nella stanza.
La mia bocca è riarsa e ruotandomi tra le lenzuola, ben rimboccate, scruto un bicchiere di acqua sul comodino, mi sollevo appena e lo scolo tutto, per poi tornare a coricarmi.
Guardo l’orologio che segna le 8.30am
Mi corico e chiudo gli occhi, cullata da una musica dolce e in lontananza che mi giunge dalla cucina, insieme ad un invitante profumo di caffè.
*
Mi sveglio di soprassalto, realizzando che la musica in cucina e il profumo di caffè, non avrebbero dovuto esserci, almeno che qualcuno non fosse nella mia cucina.
Sposto il piumone e scendo dal letto, mi risiedo allibita quando vedo piegati per bene i vestiti che portavo ieri pomeriggio, riposti sul lato vuoto del letto.
Indosso un pigiama…
E sul cuscino ci sono i segni inequivocabili di chi è andato a dormire senza essersi tolto il trucco… uno scarabocchio di phard, rimmel e ombretto hanno disegnato un brutto pagliaccio sulla federa del cuscino.
L’orologio segna le 10.30
Recupero la pistola dal comodino e mi avvio verso la cucina, da dove ancora mi giunge la musica.
Un foglio di carta attira la mia attenzione, è appeso al frigo:
<<spero di non averti svegliata questa mattina, ho cercato di fare più piano che potevo.
Ho dormito sul divano.
Il caffè è nella brocca, basta scaldarlo.
Mangia e bevi acqua, così affronti meglio i postumi della sbronza di ieri.
Fatti trovare pronta per le 21.00, ho prenotato al Bistrò.
Mettiti il vestito nero…
AA.>>
Sorrido…
Inevitabilmente sorrido a quel bigliettino firmato “AA”
Chiamo immediatamente JJ.
Rossi mi risponde che è ridotta peggio di un Mocio Vileda, e che spera si riprenda per quella sera, dato che aveva prenotato in uno dei migliori ristoranti di DC, ma alla fine, me la passa.
“dimmi cos’hai visto dal balcone l’altra sera!” dico imperativa
“Emily, dai… cosa vuoi che abbia visto! Ho visto Hotch che allontanava lo sceriffo, ed entrava nella hall dell’hotel” mi dice con voce strascicata la mia amica.
E senza neanche salutare, riaggancia il telefono.
Povera amica mia…
Ieri quegli aperitivi ci hanno davvero tagliato le gambe…
*
Mentre sono sotto la doccia, sorrido a quello che mi ha detto JJ, al fatto che Aaron ha allontanato lo sceriffo ed è venuto via… è venuto dritto a cercarmi…
Mi vesto, il vestito attillato nero… ovviamente.
Mi trucco e mentre ragiono su quali scarpe indossare, suonano alla porta.
Corro scalza, ad aprire e vedo Aaron che fa capolino da dietro una rosa bianca.
“happy valentine’s day” mi dice.
Lo faccio accomodare, e cingendogli il collo con le braccia, e mettendomi in punta dei piedi, lo bacio…
Assaporandone ogni secondo, assaporando ogni aspetto di questo incredibile bacio NON rubato.
-End-
- Location:Monferrato's hills
- Mood:
anxious - Music:La notte dei desideri - Jovanotti
Il problema non è quando mi arrabbio
Quando ti grido contro
Quando t’insulto e borbotto per delle ore contro di te!
Perché se investo il mio tempo ad arrabbiarmi vuol dire che a te ci tengo.
… … …
Il vero problema nasce nel momento in cui ti guardo e ti rispondo
"fai come vuoi…" oppure "Hai ragione"
E riprendo a leggere il mio libro!
In quel caso….
Preoccupati davvero!
Perché vorrà dire che non ce n'è più!
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Look…
The real problem, is not when I’m get angry
When yelling you
When insult you or mumble for hours!
Because…
if I spend my time to be mad with you is because I love you.
… … …
The real problem is when I'll said you:
“make what do you want…” or “you are alright!”
And read again my book!
In that case…
It’s better you get worried!
Because you have not chances anymore!
- Location:Monferrato's hills
- Mood:
sleepy - Music:Paradise _ Coldplay
Vividi, palpabili!
Se respira l’aria, se ne sente il profumo, si sentono emozioni vere…..
Serenità, felicità, imbarazzo, paura, tensione….
Talvolta, nei sogni, viviamo emozioni che durante la veglia non ci concediamo di vivere.
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It is incredibile, like sometime the feeling are so real in the dreams.
Vivid, palpable!
We breath the air, we smell the perfume, we feel real emotion…
Serenity, happiness, embarrassment, fear, tension ....
Sometimes, in the dreams, we live some emotions who we don’t live during the vigil life
- Location:Monferrato's hills
- Mood:
happy
Everywhere goes
Carry his experience, like a baggage
And share with people he meeting!
So…
...At the end of the day, we don’t be more poor of our experience, who we have give others,
But we will more rich of the experience of others!
Not are always good experiences
But from each, we can learn something!
Only with experience we can grow up!
When we believe, who we have learn all
And we not feel the need to learn or share yet
We start to die!
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Ognuno di noi
Ovunque vada
Porta la sua esperienza come bagaglio
E la scambia con le persone che incontra!
Quindi…
Alla fine della giornata, non saremo più poveri della nostra esperienza che abbiamo donato agli altri,
ma saremo più ricchi dell’esperienza che gli altri hanno donato a noi!
Non sempre le esperienze sono positive
Ma da ognuna di esse, si può trarre qualcosa!
Solo continuando a fare esperienze si continua a crescere!
Nel momento in cui crediamo che il nostro sapere è “Completo”
E non sentiamo più la necessità di imparare o condividere,
iniziamo a morire!
- Location:Monferrato's hills
- Mood:
anxious
Title: << is sincere the sorrow of those who cry in secret.>>
Marziale
Autore: fra235
Fandom: Criminal Minds
Rating: T
Summary: “the pain is a real thing, who anyone feel one time. A life without pain, don’t exist, isn't contemplated, isn't perceived.
Love, is suffering!
You suffer, when you lover is not at your side, is not near you…
He don’t look in your eyes and said :”will be ok””
Spoilers: 6x18 Lauren
Warnings: no
Couple: Aaron Hotchner/Emily Prentiss; team
Note: for all my friends
Chapter 1
<< I have spoken with the team
I wanted to do courage them
Been at them side, after your “death”
Each have react in different mode
Each have react in different mode who I expected
I waiting furious angry in Derek, but I have found hold angry, who have difficulty to get out.
Because, Derek, don’t want to get out.
If his angry get out, it was like if admit to himself, who you never come back, it was like admit who he was arrived late, admit a defeat!
Your loss, destroyed him, but I understand… he see the scene, almost like an extra corporal experience
he saw you on the ground in the room, with a table leg in your chest.
And he run,
he see himself to run, and then he ask himself, if he can’t been more quickly, if he can’t to arrive before you lose too many blood, to arrive before Doyle stab you.
To arrive before!!!
This is the Derek’s angry! Don’t be arrive in time.
And when he looks your empty desk, with your stuff on it…
The nightmare start again…
And he ask himself, again, what he don’t have seen… what he miss…
Why he don’t see something wrong in your behaviour.
Why he don’t be present in time?
He blame himself…
And he will do for many time
My God, I understand him!
I have lived and lived again tens, hundreds, thousands time the phone call from Haley, but the result don’t changed, I was exactly where Derek is: She is Died!
I can’t help my friend to face his angry, I can’t to force to scream, externalize his frustration and his pain… I can only stay at his side, waiting the angry will be next feeling>>
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Titolo: <<E' sincero il dolore di chi piange in segreto.>>
Marziale
Autore: fra235
Fandom: Criminal Minds
Rating: T
Summary: “il dolore è una realtà che tutti provano. Una vita senza dolore, è una vita che non esiste, non è contemplata, non è percepita.
Chi ama, soffre!
Soffre quando colui che si ama, non è vicino, non è al suo fianco…
Non ci guarda negli occhi e ci dice <<va tutto bene>>”
Spoilers: 6x18 Lauren
Warnings: no
Personaggi/coppia: Aaron Hotchner/Emily Prentiss; team
Note:
Capitolo 1
<<Ho parlato con i componenti del team
Volevo fare loro coraggio
Stare loro vicino dopo la tua “morte”
Ognuno ha reagito in modo diverso
Soprattutto, ognuno ha reagito in un modo diverso da come mi sarei aspettato che reagisse.
Mi aspettavo la rabbia furiosa di Derek, ed ho trovato una rabbia trattenuta, che stentava ad uscire.
Poiché, Derek, non voleva farla uscire.
Far uscire la rabbia che gli covava all’interno, sarebbe stato come ammettere che tu non saresti tornata, sarebbe come ammettere che è “arrivato tardi”, ammettere una sconfitta! La tua perdita lo stava sgretolando, ma io lo capisco quando vede e rivede la scena, quasi come se avesse un’esperienza extra corporale.
Ti rivede stesa nella stanza, con un paletto piantato nell’addome.
e corre, e più si rivede correre, più si domanda se non avesse avuto la possibilità di fare più in fretta, arrivare prima che tu perdessi troppo sangue, arrivare prima che Doyle ti trafiggesse
Arrivare prima!!!!
È questa la rabbia di Derek, il non essere giunto in tempo.
E quando vede la tua scrivania vuota, le tue cose in ordine su di essa…
L’incubo parte dall’inizio…
E riprende a chiedersi, andando sempre più indietro nel tempo…
Cosa gli è sfuggito
Perché non si è accorto che qualcosa non andava…
Perché non è intervenuto!
Continua a colpevolizzarsi…
E lo farà ancora per molto tempo.
Mio Dio, come lo capisco!
Ho vissuto e rivissuto decine, centinaia, migliaia di volte la telefonata di Haley, ma il risultato non cambiava, mi ritrovavo esattamente dove si trova adesso Derek: lei è morta!
Non posso aiutare il mio amico ad affrontare la sua rabbia, non posso obbligarlo a gridare, esternare la sua frustrazione e il suo dolore… posso solo stargli affianco in attesa che la rabbia si trasformi nel sentimento successivo.>>y
- Location:monferrato's hills
- Mood:artistic
- Music:Westlife "my love"
Story: Hurt
Author: fra235
Pairing: Hotch/Prentiss
Genres: Romance / Drama
Rating: T
Chapters: 1
Words: 1930
Status: Complete
Description: A very OC Hotch. No spoiler, only (my) fantasy
Disclaimer: Not mine!!!!
My eyes are covered by blood,
I see you prepare yourself to hit me with a kick.
A strong and deep pain at the stomach
make me lost a breath
And then
All become black…
It’s half past nine in the morning, and you still don’t be arrived
It’s strange
It’s not by you!
Usually, you arrive in time, a little earlier, for drink a coffee.
Understand by colleague’s reaction, them are worried for your late.
JJ knock at my door with his Blackbarry in her hand:
“she don’t answer” she said
“I go at her home” I answer
“JJ, speak of the case with the team, I call you when I found her”
Take my jacket by the chair
It’s so hot, there are 35°C and the tie is like a loop.
It’s hard to breath!
I drive from Quantico to Georgetown in very few time, I leave the SUV in the middle of the street.
Enter in the place and the doorman ask to me where I go.
Show him my badge, and say him I need to go at your apartment.
“I don’t see her this morning” he said me “but isn’t strange, sometime she stay by her boyfriend”.
“take the key” I said seriously
Knock hard at the door, and when I hear the cell phone buzz inside the home, a said the doorman to open.
But the door is not closed with the key, whit the gun in my hands, I go inside.
I’m feeling who something is wrong!!!
“Stay here” said at the doorman
I check the rooms at the first floor, and see you in the living room, in the ground, you bleeding by the nose and you are unconscious.
I check the first floor, where I found your badge and gun.
I take it.
“Call 911" I cry at the doorman, who he look you in shock.
I catch the phone and call the ambulance.
Your breath is feeble, but there is heartbeat.
You open your eyes and look at me
“Hotch…” try to say
“shhhhh! Quiet, the ambulance incoming! Look at me! Stay awake! Talk to me!”
But is useless
You close your eyes and faint again.
Your face is swollen, the blood don’t came of your nose, but there is a cut on your lip…
What happen?
I call the team, and say them to departure for Salt Lake City without you and me.
The paramedics don't want I came with you on the ambulance, so I follow you with SUV.
In the hospital the security don't want I come in, I wait in waiting room.
You don't be injured during the FBI action, and I'm not your familiar; they would not say me nothing!
One hour is passed since you are inside the hospital, and no one said me something!
I’m feeling so pissed
I stand up and go outside to smoke a cigarette.
I came back inside and for the hundredth time, ask your news at reception.
Again, they said me nothing! We will wait the medic!
“it’s indecent!!!”
scream with the nurse.
"This is a member of my team, and you don’t want to tell me how she feel?
Should I wait?
What should I expect?
The doctor has finished his lunch and then to tell me something?
We are Federal Agents!
I must give information!
Now !!!"
I see the nurse with mouth open for my reaction.
"I was just coming from you, Agent Hotchner"
I hear a male voice behind me
The doctor was there with your medical history in his hands.
He ask me about you.
Questions who, I realize, don’t know to answer.
Before reporting me on your health status, they need information.
Do I have to call Garcia to know the blood group , if you are allergic to medicines, if there is a possibility that pregnant or if suffering from chronic diseases.
I realize, I know very little about you ...
And I don’t understand why… this makes me sad!
I know, you like black coffee, but you prefer espresso coffee.
You love make breakfast with muffin, but if there are some croissant you are able to eat four.
I see you make breakfast in the hotel when we are in travel.
I know you love Vodka-Lemon, but if there is fresh mint, you prefer Mojito.
I know, because, sometime we drink together with the team.
I know you love read the books of Patricia Cronwell and Tom Clancy, you are a good poker player, but you hate to play chess after you have play with Reid.
But is true to say who I know you?
I’m surprise to know you have a boyfriend.
It’s this information who run in my mind now
I hear Penelope say she is not sure you are pregnant, because are many months you have a boyfriend, like 6 months.
… and I? where I was?
How did I not noticing?
“she need stay here this night” said me the doctor.
“I’m not authorized to speak with you, Agent Hotchner, on the facts, I call the PD yet. She ask about you”
The doctor said.
I come in your room quitly
You smile to me, and after you make a grimace of pain.
“Emily… what happen?”
I ask you.
I don’t ask you what do you feel, the doctor said all to me.
I know you have 2 break ribs, a finger break in two point, a cut on the eyebrow and one on the upper lip.
You close your eyes
You don’t look me in face
You slip my questions.
“I’m ok, Hotch!”
“What happen?” ask again
You stay in silence.
I see the shame in your face
And the angry grow inside of me.
I feel my arms tingle, and my chest swell.
You look at me with fear.
You know, who I know who make this at you.
“… it… it’s the first time! He never touch me! Believe me, he don’t do anymore!”
“Emily! That man hit you, he had broken finger and 2 ribs and you defend him?”
I ask you, with angry and a little of comprehension…
Comprehension for you, it’s hard to be comprehensive in the middle of hurricane of feeling who I have in my brain and in my chest.
“I don’t defend him, Hocth! He don’t do anymore, because he don’t will approach to me anymore!”
You answers me with placidity.
Now I recognize you.
This is the Emily who I know!
I pass a hand through your hair, moving away from the patch you have above the eye.
I want to brush a kiss on your forehead, but will be inappropriate.
“tell me his name! I will do he stay away from you” I said with protection tone.
I see your face become pale, and you don’t watch me!
I look at my back and I see a boy
He is thin, tall, he wear a t-shirt and ripped jeans.
He look us shocked.
“I knew! You deny, but was true! So.. is him the man who you frequent!”
The boy said. He is obviously drugged.
“he is my boss, Justin! You are paranoid! I haven’t another man!” you yelled him.
You’re shaking, the pressure rise and the machine near the bed, beeping.
“Prentiss, calm!” I said you.
The boy try to hit me in the face, but I catch his arm and handcuff.
“Is him? He is the man who call you in the middle of the night? Who speak of his son? You are a bitch Emily!”
I carry the boy away from you, and give the boy at PD.
The boy yelled
“tell me the true! He is the man who had finished us story? More adult, more mature. A responsibly man! Look at you Emily! He don’t know your name. he call you with surname!”
The PD carry away the boy, under arrest.
He don’t hurt you anymore!
Are arrive the doctor and sedated you.
And when the doctor go away, the room is silent and I see the tears in your eyes.
I don’t want embarrass you, but I’m sure who Justin speak of me.
I’m seat near you, and you try to tell something
“shhhh” I said
“Hotch… Sorry…” you said at me, with the voice broke from the cry.
I get close to you, I watch in your eyes and said you.
“we need to talk, but not now! Now relax you! Sleep! I stay here!” I whisper meanwhile your eyes close in a restless sleep.
Had sleep for many hours, I had speak with the team reassuring them on your clinic situation.
Are 5,30pm when you squeeze my hand.
“Hotch…” you whisper
“I’m here!”
“I need to explain…” you try to said
But a voice stopped us
“sweetheart! What happening! OMG, my little Emily! Hotch you had catch the bastard? He will stay in jail at life?” said Penelope entering in the room like an hurricane
“Penelope! What are you doing here?” I answer
But my cell buzz.
“It’s Rossi! The team catch the bad guy! Them stay another night in Salt Lake City” said quickly Penelope
Meanwhile I talk with Rossi at the phone, I go out of hospital for a coffee and a cigarette.
Alone… in the ambulances parking, I think again at Justin said, and realize how pissed me who someone hit one of my team.
The team is my family!
but you…
I feel the anger grow up inside me, because I was not with you… for protect you!
I know it’s impossible protect you all time.
I know you are an adult woman and you can date all you want.
Can I need to say you how feel well hear you every evening, after Jack go to sleep?
Say to you how feel well talk with you?
Yhea..
I talk with you of all…
With no one I talk of some arguments… but with you… yes!
I talk with Rossi, of what hard was lost Haley… but with you was different!
It’s true!
I realize how important you are for me.
Penelope join me out, and seat near me.
“what do you think?”
“I don’t know” I answer
“When you said her what do you feel for her?”
“I don’t know” I answer
“so why you stay with her now?” she ask
“I don’t know” I answer again.
“well… Boss! When you have found something who you don’t know; know that in that hospital bed there is a woman who have date a man for avoid falling in love with you. But… when she realize what stupid was date a man for avoid another… she wanted break with Justin” Penelope said me.
“I know” I answer
Penelope go home to Kevin
I came back at your room, and look at you sleep, this time your face is relaxed and I hope you make good dreams.
I brush your forehead with a kiss when the doctor call me out for update on your medical situation.
He said me who tomorrow morning you can go home
I can’t wait
But… what I can said you what I feel for you?
I eat a sandwich and came back to seat near you.
I take your hand in my hands and I fall asleep with my head on your bed.
There are almost the 3.00 AM, when you slip off your hand from my and stand up by bed.
“Where are you going?”
“Hotch… I need to go… I have an… ehm… hydric urgency….” Said with embarrassment.
I smile and call a nurse.
“I’ll go to smoke a cigarette” I said you meanwhile the nurse escort you in the bathroom.
I lost myself to watch the city night sky, where the stars, you can only imagine, where artificial light take off the poetry to one of the most beautiful natural show.
I feel someone to my back
“what are you doing here?”
“the nurse tell me I can to walk… are passed 20 hours to the attack, and I want to smoke a cigarette… so I've reached you”
Instinctively pass my arm around your hips.
“Hotch… I need to explain something ” said me, meanwhile I hug you
“I will never hurt you!”
“Never” I whisper and hug you, trying to realize that what I am experiencing is true.
Italian version of FF
www.fanfiction.net/s/6714581/1/Dolore
- Location:Monferrato's hills
- Mood:busy
but started to run and face the ups and imperfections of the road ...
and cramps on the way!
La cosa difficile, non è correre!
ma iniziare a correre e affrontare le salite e le imperfezioni della strada...
e i crampi durante il percorso!
- Location:Monferrato's hills
- Mood:artistic
Every day
I walk in the same path
The path we will walking together
Every day,
I stop and watching at my back
Where are you!
If you incoming
How far are you.
Every day,
I arrive where there is a corner in the path
Where a big rock indicate the way
And I sit.
I sit,
with my face in front of the mountains
tasting the last sunshine of the day
before the sun disappear behind the mountains
before the sun bring the morning elsewhere.
…
… …
… … …
Today
You don’t arrive!
I Take my bag and I come back tomorrow!
http://pixdaus.com/single.php?id=153476&f
Ogni giorno
Percorro lo stesso sentiero,
Quel sentiero che percorreremo insieme!
Ogni giorno,
mi fermo ad osservare alle mie spalle
dove sei!
Se stai arrivando
Quanto sei lontano.
Ogni giorno,
arrivo nel punto in cui il sentiero fa una curva a gomito
dove una roccia segna il percorso.
E mi siedo!
Mi siedo col viso rivolto ai monti,
assaporando l’ultimo raggio di sole della giornata
prima che il sole scompaia dietro i monti
prima che il sole porti il mattino altrove.
…
… …
… … …
Anche oggi
Non sei arrivato!
Raccolgo la mia roba e tornerò domani!
- Location:Monferrato's hills
- Mood:
happy
Siamo stati travolti da questi sentimenti forti
Contrastanti
Ci siamo cercati e ci siamo amati
Ci siamo cercati e ci siamo odiati
Siamo stati insieme giorni e notti
In silenzio
Urlando
Parlando
Ridendo
Piangendo
Mi hai consolata
Mi hai fatta arrabbiare
Mi hai fatta ammattire
Mi hai abbracciata
Mi hai asciugato le lacrime
Abbiamo camminato insieme
Su sentieri di montagna
E su spiagge bianche
Su scogli taglienti
E su ponti sospesi
Per mano
Insieme
Da soli
Lontani
Ma sempre guardandoci.
Ma sempre amandoci.
We were overwhelmed by these strong feelings
Contrasting
Uncertain and determined
We searched and we loved
We searched and we hated
We were together day and night
In silence
Screaming
Talking
Laughing
Crying
You have comfort me
You made me angry
You made my mad
You hug me
you wiped away my tears
we have walk together
on paths in mountain
and on white beach
On sharp rocks
And on suspension bridges
Hand in hand
Together
Alone
Far
Near
But always watch each other
But always love each other
- Location:Monferrato's hills
- Mood:
loved
Mio nonno era un uomo alto alto e magro!
Aveva un portamento retto e fiero!
Dritto sulla schiena, aveva delle mani enormi.
E quando uscivo da scuola, lo scorgevo seduto sulla panca ad aspettarmi, nel corridoio dell’Istituto.
Andavamo a casa a piedi, insieme…
Talvolta mi teneva per mano, altre volte invece mi permetteva di camminare davanti al lui, come una bimba grande!
Avevamo circa mezzo chilometro da scuola a casa, e lo facevamo a piedi ogni giorno.
Col sole, col vento, con la piaggia o con la neve…
Il più delle volte, camminavamo in silenzio.
E quando tornavamo a casa, la nonna ci attendeva con il thè sul fuoco.
Il nonno si sedeva sul divano, con la pipa in mano (rigorosamente spenta) ed aspettava le sei, per poter andare a fare un altro giro, questa volta in chiesa.
Era un gran camminatore il mio nonno!
Quando tornava, dopo la funzione delle sei, tornava a sedersi sul divano, con la sua pipa spenta, in attesa della cena, e io mi sedevo vicino a lui, in cerca di coccole, e anche se non mi ha mai abbracciata, o dato un bacio… stare al suo fianco, il contatto fisico era una gran dose di affetto per me.
Sono passati vent’anni, e il nonno non mi viene più a prendere a scuola.
I tempi sono cambiati…
Adesso i nonni vanno ancora a prendere i nipoti a scuola, ma con l’auto.
E nel nostro caso specifico, il nonno guida una grande auto color blu.
Quando arriva a casa, il nostro nonno moderno, che indossa jeans e scarpe da tennis, gioca ai video giochi con i nipoti.
I tempi sono cambiati…
Ma i tempi non sono cambiati…
Perché quando il nonno e il nipote sono seduti insieme sul divano, il piccolo si accuccia vicino al nonno in attesa di quel contatto fisico che lo rassicura, magari non un abbraccio, magari non un bacio, ma una presenza serena.
Amo i nonni!
- Location:Monferrato's hills
- Mood:artistic